Apple compie oggi 40 anni. Un anniversario che arriva in una società che oggi Steve Jobs sarebbe sorpreso di vedere: ambientalista, etica, lanciata su più mercati. Sempre meno la Apple del 1976, sempre più la Apple dei prossimi 40 anni

Era il primo aprile 1976, esattamente 40 anni fa oggi, quando Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne fondarono Apple: 40 anni di vita che hanno cambiato il mondo, ma che hanno cambiato tantissimo anche Apple. In 40 anni la Mela di Cupertino non si è fatta mancare niente: l’azienda è stata il punto di partenza della rivoluzione del personal computer, ha creato i principali mercati (da quello consumer a quello scolastico), ha cacciato il suo fondatore, ha rischiato il fallimento, ha riassunto il suo fondatore, ha creato alcuni tra i computer, smartphone e tablet iconici del nostro tempo, rivoluzionando di nuovo il modo di fare software e distribuirlo tramite uno store per le app, è diventata molto più che non una semplice azienda che fa “computer”, ha creato uno stile e una filosofia, è diventata la prima azienda al mondo per capitalizzazione di mercato sopravvivendo agli attacchi di nemici tostissimi (IBM, oggi alleata, Microsoft, Google, Facebook, Amazon), ha perso il suo fondatore, ha trovato un nuovo leader, è diventata la più verde di tutte le grandi aziende, ha combattuto battaglie di principio “perché è giusto farlo” alle volte perdendo (distribuzione ebook negli USA) e alle volte vincendo (FBI e iPhone crittato). Ha lanciato un orologio. Che vita!
Sono solo 40 anni che Apple è in circolazione. Se il vostro cronista potesse avere un euro per ogni volta che ha incontrato qualche imprenditore o entusiasta con i capelli grigi che gli ha detto di aver portato in Italia il primo Macintosh nel 1984, a quest’ora potrebbe andare in vacanza alle Maldive per un mese. Apple ha messo sul tavolo e poi in borsa e nelle tasche delle persone alcuni tra gli strumenti tecnologici più rivoluzionari del nostro tempo. Non ha inventato niente o quasi, ma ha brevettato e perfezionato tutto quel che ha toccato. Con risultati spettacolari.

La storia di Apple è stata analizzata e divisa in differenti fasi. Gli alti esordi fino al lancio del Macintosh (1984) e l’uscita di Steve Jobs (1985), poi gli anni dell’interregno in cui si sono visti prodotti al tempo stesso fantastici e terribili (uno su tutti, il Newton, l’eredità incompleta di John Sculley), c’è stato il ritorno di Steve Jobs, la scoperta del design firmato Jony Ive, il primo iMac, il cubo (che era proprio un bel computer, al di là di tutto), la nascita di Mac OS X (che compie 15 anni in questi giorni), l’iPod che ha fatto la vera grande differenza e ha cambiato il passo e l’ambizione dell’azienda, la nascita di iTunes store, e poi tutto il resto: iPhone, iPad, la rivoluzione dei portatili ultrasottili di Apple (dai PowerBook ai MacBook), il cambio di processore (tre in dieci anni), gli store delle app, film, tv, libri e tutto quel che è seguito. Fino ad oggi. Orologio compreso.

Cosa ci riservano i prossimi 40 anni di Apple? La stagione dei suoi fondatori si è conclusa per sempre. I tempi del garage della Silicon Valley, dove si mettevano assieme i primi cento Apple I per venderli a un negozio di tecnologia ed elettronica, la scoperta dell’informatica e del computer come “bicicletta per la mente”, cioè come strumento per potenziare le capacità dell’essere umano, sono passati. L’informatica è uno dei pilastri consolidati della nostra società, tutte le aziende che vogliano cercare di sopravvivere i prossimi dieci anni devono in parte diventare delle software house (devono cioè essere in grado di progettare almeno ad alto livello i propri strumenti informatici) e Apple è diventata un’altra cosa.
Non raccontiamo di nuovo la storia che vide nel primo aprile del 1976 il suo giorno simbolicamente piu importante con la costituzione in società della Apple Computer Inc. Invece guardiamo al futuro, come Steve Jobs ha insegnato i suoi a fare. Oggi Apple è sul bilico di un nuovo cambiamento. Siamo all’inizio dell’era del cloud e della internet of things. Presto la presenza in rete di miliardi di strumenti renderà completamente diversa la nostra vita: case intelligenti, auto elettriche intelligenti, uffici intelligenti, città intelligenti, e corpi connessi per comunicare informazioni in un flusso veicolato da una infrastruttura internet potenziata e cambiata radicalmente. Nuvole capaci di raccogliere torrenti in piena di bit, elaborarli con gli algoritmi dei big data e affidare a intelligenze artificiali un’ampia serie di compiti di gestione e di relazione. Tutto questo è già in nuce nella strategia di Apple, è un futuro percepibile, che quasi si puó toccare, anche se ancora non ci siano arrivati.

Il futuro è questo. Una carrellata di cambiamenti strutturali che rimetteranno in discussione tutto. Aziende come Microsoft, Amazon e Google hanno fatto sforzi enormi per cambiare e adeguarsi a questi tempi nuovi. Apple ha mantenuto un cuore coerente di attività e funzioni. Produce sempre apparecchi, nel rispetto dei suoi clienti che non sono merce da essere scambiata, e servizi complementari.Questa Apple e la sua leadership sono convinti che la strada sia quella giusta. È una azienda che, solo cinque anni dopo la morte di Steve Jobs avrebbe stupito il suo fondatore: verde, caritatevole, attenta alla diversità e all’ambiente, pronta a combattere battaglie di principio, a fare alleanze quando necessario, ad entrare coraggiosamente in nuovi mercati. Forse la focalizzazione sui prodotti (pochi e curatissimi) oggi è minore perchè più diluita su fronti diversi, ma sono anche i tempi moderni a richiederlo. Forse non tutte le mosse sono quelle giuste. Ma anche Steve Jobs di passi falsi ne ha fatti parecchi.

Una lista di quel che Apple ha fatto in quarant’anni sarebbe lunga e faticosa. Divertente, forse nostalgica, ma in parte fine a se stessa. Sopratutto perché Apple stessa ha presentato durante l’ultimo keynote di lancio dell’iPhne SE e dell’iPad Pro 9,7, uno spot, che potete vedere qui sotto, in cui si fa la lista completa. Se volete fare un salto nella nostalgia, gaurdatelo magari al rallentatore. E consideratelo solo un antipasto di quello che deve ancora venire. I tempi migliori sono sempre quelli davanti a noi.

Articolo di ANTONIO DINI dal sito Macitynet

Share Button

Video tratto dal canale youtube di iMacITech

Share Button